Fra le intenzioni e promesse programmatiche espresse dalle forze politiche “a singolar tenzone” non si trova, anche con la ricerca più accurata, un riferimento a come si intende risolvere il problema del debito pubblico e dei conseguenti interessi da pagare ogni anno che, ad oggi, comportano la spaventosa cifra di circa settanta miliardi di euro da inserire ogni anno nel bilancio dello stato italiano. Rendendolo così asfittico a priori per questo orribile fatto creato fin dai tempi della DC e Socialisti , battendo carta moneta senza corrispettivi credibili, oggi ammontante a circa oltre il 100% del prodotto interno lordo. Di fatto una condanna che relega l’Italia a condizioni di “handicap” rispetto agli altri stati europei con eccezione del Belgio.

La domanda è: perché tutto questo silenzio sul problema ?

Riccardo Sani

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