La questione scolastica

Marzo 10, 2008

L’autonomia scolastica (introdotta con l’art. 21 della benemerita L. 59/97 e regolamentata dal DPR 275/99, forse la nostra migliore norma legislativa “pedagogicamente orientata”) è prossima al decimo compleanno, eppure ancora molte pastoie burocratiche frenano la sua reale applicazione. Uno dei problemi più sentiti da famiglie e studenti è quello della quasi impossibilità di vedere confermati i docenti per l’intera durata del corso di studi, spesso con caroselli di insegnanti che si protraggono per mesi dopo l’inizio dell’anno scolastico, con avvicendamenti di tre, quattro o più figure prima di giungere a quella definitiva. Il dirigente scolastico, anche se generalmente individuato dalle famiglie come capro espiatorio, non ha al contrario alcuna concreta possibilità di intervenire per eliminare o anche solo limitare il triste fenomeno. Una possibile soluzione, adottata in altri Paesi occidentali dove l’autonomia scolastica è consolidata e veramente applicata, consiste nel creare degli albi professionali di docenti a cui potersi iscrivere dopo avere superato un esame di stato (o concorso), albi ai quali attingono le scuole, valutati i curricola, tramite chiamata diretta del dirigente scolastico (che poi risponde dei risultati raggiunti e può anche essere rimosso da suo incarico se questi sono al di sotto di uno standard minimo fissato dal Ministero dell’Educazione e verificato da un’agenzia indipendente di valutazione).

Si ritiene interessante operare per proporre anche in Italia un sistema simile?

Il PD potrebbe inserirlo nel suo programma? Che concrete possibilità ci sono per giungere almeno ad una discussione sul tema?

Gianni Trezzi

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