Sono Online le 10 domande di IE al Partito Democratico
Marzo 31, 2008
Quale Organizzazione per il Partito Democratico?
Marzo 25, 2008
Dalla rete vengono molte novità che riguardano un pò tutta l’organizzazione umana, le imprese, gli individui, i gruppi
organizzati di qualsiasi tipo.
L’evoluzione naturale della rete ci ha portato a quel che, con un riferimento al linguaggio tipico dei programmi, viene detto il web 2.0.
Web 2.0, nella migliore delle sue definizioni, vuol dire “Organizzare l’intelligenza collettiva”.
Questa logica non è solo il sale del movimento Open Source che tanto ha modificato il tono e la realtà del mondo del software ma si configura come un paradigma general generico che, man mano che il tempo passa si adatta, e per così dire invade, nuovi domini e nuovi campi della vita di noi tutti.
Mi piace mettere in evidenza qualcosa che la stessa evoluzione del nostro gruppo ha reso credibile, prima, e reale per i membri di InnovatoriEuropei, cioè l’uso della rete e degli strumenti del web 2.0 per dare nuove strutture all’attività politica ed indicare, così, a questo mondo un pò polveroso e barocco, la via per un rinnovamento globale della sua vita associata.
Non è un mistero, infatti, che i tradizionali strumenti aggregativi, sezioni, cellule, organizzazioni territoriali in generale, sono in grande crisi e gli sforzi che si fanno per rivitalizzarli sembrano destinati al fallimento.
Eppure se si pensa a cosa è una sezione territoriale, a quali grandi limiti essa sia soggetta proprio dalla sua natura dovrebbero apparire, abbastanza semplicemente, le ragioni della sua crisi.
Innanzitutto la natura territoriale forza le persone ad una condivisione troppo semplicistica, e direi anacronistica della vita
collettiva: si è costretti a stare insieme per una vicinanza fisica, abitativa quando si vive in un’epoca di globalizazione in ogni senso;
in secondo luogo, e questa è l’obiezione essenziale, il processo di formazione della volontà politica risente di problematiche personali, di capacità espositive e lideristiche molto più di quanto sarebbe necessario ed opportuno.
L’esperienza del nostro gruppo e, naturalmente quella di tante altre realtà simili, ci insegna che i concetti, le idee possono essere molto più approfondite e meditate usando strumenti aperti ed asincroni come è un gruppo di rete.
Ricapitolando il ragionamento:
a) La natura asincrona del gruppo non costringe alla classica riunione. Se non posso andarci, nel momento in cui avviene, la riunone semplcemente la perdo e questo comporta molti vincoli al corretto formarsi della volontà politica. Si potrebbe, quasi, dire che chi ha più tempo libero ha più possibilità di farsi largo nella società politica e bisogna riconoscere che questo non è certo un vantaggio. In un gruppo di rete, al contrario, le comunicazioni avvengono liberamente e ciascuno può prenderne visione quando e come può, rispondendo, se crede, o meno. Questo amplifica la partecipazione ed
aumenta le possibilità contributive di ciascuno.
b) Il fatto che le persone non si vedono spesso ma si confrontano semplicemente con le idee minimalizza il liderismo insito nel contatto personale. Una buona idea può essere espressa da qualsiasi persona, quale che siano i nostri (pre)giudizi su di essa e questo arricchisce la forza di un movimento politico che può riflettere senza emotività sulle cose. L’emotività, infatti, è una cattiva consigliera e non sempre le idee dette meglio sono quelle che veramente aitano il progresso e lo sviluppo di una comunità. Sembrano cose da poco ma non lo sono, basta rifletterci un pò.
Ora il PD in che modo pensa di utilizzare questo web 2.0 per strutturarsi come forza politica organizzata?Questa è la domanda che mi sento di porre, perchè la risposta ad essa ci dirà se sarà un partito moderno, nel senso buon del termine, o se al contrario sarà soggetto alle limitazioni del passato che tutti conosciamo.
Rocco Pellegrini
Lo Stato quale propulsore per l’efficientamento energetico
Marzo 18, 2008
Il miglior modo con cui in Italia si può cominciare a cambiare la difficile situazione del settore energetico è quella che vede il ruolo dello Stato quale “propulsore” di cambiamento.
In questo caso, la via che si potrebbe perseguire, è quella che parte da una nuova regolamentazione del settore edilizio, che preveda un efficientamento energetico di tutto il patrimonio pubblico, e che renda “automatico” successivamente per il settore immobiliare privato effettuare tale scelta.
In questo modo si creerebbe, dal settore immobiliare (che ha forte incidenza sui consumi energetici), una nuova cultura e una nuova economia del “risparmio energetico”, il più importante driver di medio periodo per lo sviluppo sostenibile del nostro Paese.
Perchè non legiferare in tal senso?
Draft del Gruppo Energia e Ambiente
Purtroppo sembra il caso dell’Italia, dove il potere, nella sua accezione più generale, e’ quasi esclusivamente in mano ai cittadini più anziani a scapito dei più giovani. Il mancato ricambio generazionale – tra i dipendenti pubblici, tra i professori universitari, tra i politici, tra i manager e i consiglieri di amministrazione, tra i lavoratori privati – è sempre più spesso indicato come un serio ostacolo per lo sviluppo.
Personalmente credo che vadano creati meccanismi che facilitino la partecipazione di risorse ed individualità a livelli aggiuntivi rispetto a ciò che consentono i partiti o i circoli accademici. Funzione che penso potrebbe essere svolta dai cosidetti Think Tank. A mio parere l’Associazionismo favorisce la crescita e l’emergere di quelle individualità e forze fresche, anche di sesso femminile, che risiedono negli ambiti dell’economia, dell’informazione, della cultura, etc e che oggi trovano difficoltà a trovare i meccanismi giusti per veicolare le idee, le proposte, i valori, le competenze di cui sono portatori. Sarebbe un modo altresì per elevare la bassa mobilità sociale.
Il Partito Democratico come intende sostenere questi nuovi “veicoli” di idee?
Daniele Mocchi
L’Italia e il suo debito pubblico: come risolverlo?
Marzo 15, 2008
Fra le intenzioni e promesse programmatiche espresse dalle forze politiche “a singolar tenzone” non si trova, anche con la ricerca più accurata, un riferimento a come si intende risolvere il problema del debito pubblico e dei conseguenti interessi da pagare ogni anno che, ad oggi, comportano la spaventosa cifra di circa settanta miliardi di euro da inserire ogni anno nel bilancio dello stato italiano. Rendendolo così asfittico a priori per questo orribile fatto creato fin dai tempi della DC e Socialisti , battendo carta moneta senza corrispettivi credibili, oggi ammontante a circa oltre il 100% del prodotto interno lordo. Di fatto una condanna che relega l’Italia a condizioni di “handicap” rispetto agli altri stati europei con eccezione del Belgio.
La domanda è: perché tutto questo silenzio sul problema ?
Riccardo Sani
Il merito nelle Università italiane
Marzo 10, 2008
E’ di questi giorni la notizia che una ricercatrice messinese, Federica Migliardo, ha ricevuto a Parigi uno dei premi l’Oreal-Unesco, riservati alle 15 ricercatrici più brave al mondo. Federica, ancorché non abbia ancora compiuto 33 anni, ha al suo attivo premi della società italiana di fisica, il premio per la miglior tesi di dottorato dell’istituto nazionale di fisica della materia, numerose borse di studio, oltre cento pubblicazioni.
Eppure questa scienziata, ambita dai laboratori di ricerca di mezza Europa, è stata scartata, due anni fa, dall’Università di Messina: il posto a concorso era quello di semplice ricercatore nel dipartimento di fisica, la Commissione ha motivato la decisione affermando che la candidata non sarebbe stata in possesso dei requisiti e delle capacità. E’ d’uopo la domanda conseguente.
Si intende intervenire nei meccanismi, più volte denunciati, che perpetuano le baronie e i concorsi dinastici nelle Università, introducendo, una volta per tutte, il concetto di merito?
Maurizio Salerno
La questione scolastica
Marzo 10, 2008
L’autonomia scolastica (introdotta con l’art. 21 della benemerita L. 59/97 e regolamentata dal DPR 275/99, forse la nostra migliore norma legislativa “pedagogicamente orientata”) è prossima al decimo compleanno, eppure ancora molte pastoie burocratiche frenano la sua reale applicazione. Uno dei problemi più sentiti da famiglie e studenti è quello della quasi impossibilità di vedere confermati i docenti per l’intera durata del corso di studi, spesso con caroselli di insegnanti che si protraggono per mesi dopo l’inizio dell’anno scolastico, con avvicendamenti di tre, quattro o più figure prima di giungere a quella definitiva. Il dirigente scolastico, anche se generalmente individuato dalle famiglie come capro espiatorio, non ha al contrario alcuna concreta possibilità di intervenire per eliminare o anche solo limitare il triste fenomeno. Una possibile soluzione, adottata in altri Paesi occidentali dove l’autonomia scolastica è consolidata e veramente applicata, consiste nel creare degli albi professionali di docenti a cui potersi iscrivere dopo avere superato un esame di stato (o concorso), albi ai quali attingono le scuole, valutati i curricola, tramite chiamata diretta del dirigente scolastico (che poi risponde dei risultati raggiunti e può anche essere rimosso da suo incarico se questi sono al di sotto di uno standard minimo fissato dal Ministero dell’Educazione e verificato da un’agenzia indipendente di valutazione).
Si ritiene interessante operare per proporre anche in Italia un sistema simile?
Il PD potrebbe inserirlo nel suo programma? Che concrete possibilità ci sono per giungere almeno ad una discussione sul tema?
Gianni Trezzi
Sport per lo Sviluppo sociale ed economico
Marzo 9, 2008
Oggi ho fatto una stupenda corsa ad Hyde Park e mi son detto: lo Sport è Vita.
E da lì ho riflettuto sul fatto che nel Governo Prodi abbiamo un Ministero per lo Sport, con il Ministro Melandri.
Ma: cosa ha fatto questo Ministero per avviare una “Cultura dello sport (non agonistico)” in Italia? Ahime nulla.
Allora, vogliamo dedicare seria attenzione al tema dello SPORT, che è chiaro essere motore di sviluppo culturale ed economico di un Paese?
Lo Sport mette l’uomo in equilibrio con il mondo e porta positività.
Lo Sport porta Salute, e la Salute porta sviluppo: perchè abbassa la spesa della Sanità pubblica, perchè è legato positivamente alla produttività di un Paese, perchè è motore di quella “economia della felicità” che in molti studiano nel mondo.
Allora la domanda è: avviamo un politica per lo sport, che potrebbe subito cominciare con la detassazione, a livello di famiglia, della Spesa per l’iscrizione alla Palestra, alla Piscina..etc??
Massimo Preziuso
Università e ricerca
Febbraio 28, 2008
L’università’, in tutti i paesi industrializzati, e’ il motore dell’innovazione e della ricerca. Da un lato forma i futuri ricercatori, dall’altro offre strutture e mezzi non sempre disponibili nell’aziende private per studi ad altissimo livello tecnologico.
In Italia questo motore e’ fermo da molto tempo. La produttività scientifica del nostro paese, salvo rari settori di eccellenza internazionale, e’ per lo più marginale e la qualità della formazione alla ricerca e’ generalmente pessima.
I privilegi dei professori e dei componenti del governo accademico, una vera e propria moderna aristocrazia, frenano il ricambio generazionale e controllano nepotisticamente la successione all’interno del sistema universitario. In questo sistema la fedeltà alla cordata o l’appartenenza alla famiglia sono virtù più importanti della competenza, della creatività e del coraggio.
Il meccanismo di finanziamento dell’Università’ e’ funzionale a questo sistema di potere: la maggior parte dei trasferimenti statali, assegnati in base alle spese dell’anno precedente, costituiscono spesa corrente per la gestione degli uffici e stipendi. Gli scienziati di qualità, che nonostante tutto sono molti, trovano con grande difficoltà accesso a fondi adeguati per le loro ricerche.
Solo un sistema di finanziamento che eroga fondi personali finalizzati alla realizzazione di singoli progetti valutati da esperti di fama internazionale (come avviene ad esempio negli Stati Uniti) e’ in grado di scardinare il meccanismo perverso che governa l’Università’ italiana.
Il ministro Mussi ha introdotto un piccolo fondo per il finanziamento finalizzato alla realizzazione di specifici progetti di ricerca erogati a titolo personale al vincitore di un bando pubblico. Questo meccanismo, se i fondi sono assegnati da un comitato di esperti internazionali, libera il ricercatore dalle pastoie delle raccomandazione, delle cordate e delle amicizie politiche. Ma la quota di questi finanziamenti “finalizzati” rispetto alla spesa nazionale per la ricerca e’ ancora marginale e non puo’ influire sulle dinamiche generali dell’Universita’. Un’iniziativa lodevole, ma troppo poco.
Se verrà eletto si batterà per fare in modo che la maggior parte dei finanziamenti per la ricerca siano finalizzati alla realizzazione di progetti specifici e si abbandoni finalmente il metodo dei finaziamenti a pioggia? Si batterà per l’indipendenza dell’Università’ dalla politica e per assegnare i fondi per la ricerca in base a criteri piu’ oggettivi e trasparenti e al giudizio di un comitato di esperti internazionali?
Luca Neri
Evasione fiscale
Febbraio 28, 2008
Il lavoro di contrasto del Ministro Visco e’ stato molto efficace ma non ancora sufficiente. In molti paesi, e penso ad esempio agli Stati Uniti, le sanzioni per l’evasione fiscale sono generalmente molto piu’ severe che in Italia e il reato e’ punito con il carcere nei casi piu’ gravi.
Ritenete che anche in Italia sia giunto il momento di introdurre una legislazione su questo tema allineata a quella dei nostri partners occidentali?


